venerdì 5 maggio 2017

Toni binaurali






In molti fanno uso di sostanze stupefacenti, da droghe quotidiane come il caffè o il tabacco, a sostanze illegali come l’hashish o addirittura la cocaina. Tutti noi sappiamo che tutto, assunto in grandi quantità dall’organismo, diventa dannoso, anche i comuni alimenti con cui ci nutriamo ogni giorno. Ma se vi dicessi che è possibile simulare l’esperienza derivante dall’assunzione delle sostanze più disparate in modo del tutto sicuro e legale? Probabilmente mi prendereste per matto; e invece è proprio così.



Alcuni di voi avranno già sentito parlare dei toni binaurali in altri contesti, magari relativamente alla sindrome di Lavandonia tratta dalla serie di videogiochi di Pokemon, altri magari ne fanno già uso per la meditazione, ma in pochi sanno effettivamente che cosa siano e come agiscano. I toni binaurali sono dei particolari suoni (nello specifico dei battimenti) che quando vengono riprodotti con una frequenza diversa tra l’orecchio destro e quello sinistro, vengono percepiti dal cervello, producendo di conseguenza dei determinati effetti sulla psiche. I suoni devono essere necessariamente di una frequenza inferiore ai 1500 Hz, e la frequenza risultante dalla differenza delle frequenze dei suoni riprodotti nell’orecchio destro e in quello sinistro non deve superare i 30 Hz. Il cervello assimila questa frequenza risultante, emettendola a sua volta dal Ponte di Varolio (una parte anatomica dell’encefalo), e riproducendo così un effetto.



E’ possibile, quindi, ascoltare questi particolari suoni per simulare l’effetto di svariate sostanze sulla nostra mente (e sul nostro fisico di conseguenza), oppure semplicemente per rilassarsi o fare della meditazione, o magari per aiutarvi a dormire se soffrite di insonnia, in tutta sicurezza, dal momento che il nostro cervello è abituato a “sintonizzarsi” continuamente su frequenze diverse; in più l’effetto è solo temporaneo e svanisce in fretta.



Perché questi suoni sortiscano un certo effetto, bisogna stare molto attenti al come bisogna fare per ascoltarli (perché ovviamente non funziona che uno mette le cuffie e automaticamente è come se avesse assunto anfetamine, oppure è automaticamente rilassato, eccetera). Anzitutto bisogna avere delle buone cuffie (o auricolari), meglio se isolano completamente dai suoni esterni; dopodiché bisogna sdraiarsi e per qualche minuto fare come una sorta di meditazione, sgomberando la mente e portandosi a uno stato di rilassatezza mentale e fisica; infine si può partire con l’ascolto, e bisogna chiudere gli occhi rimanendo concentrati per tutta la durata dei suoni. Nel frattempo non bisogna distrarsi, interrompere, o fare altro, altrimenti non succede nulla.



Dopo aver seguito tutti questi passaggi, non è nemmeno detto che faccia effetto la prima volta. Spesso, infatti, il cervello ha bisogno di abituarsi alla percezione di questi suoni, perciò a volte è necessario un po’ di allenamento (cioè ci si deve cimentare nell’ascolto di diversi toni, magari per più giorni di fila, con una certa costanza, in modo tale che il cervello si abitui). In più l’effetto provocato cambia moltissimo da persona a persona. Su di me, ad esempio, fanno effetto alcuni toni binaurali, mentre altri no; e per altri individui magari avviene il contrario. Morale, non demoralizzatevi e non andate in giro ad urlare la vostra indignazione se per caso, provando alcuni toni, vi accorgete che non fanno effetto su di voi. Io posso assicurarvi che fanno effetto, quindi se non percepite nulla, allora o avete sbagliato qualcosa, oppure semplicemente vi serve un po’ di allenamento.



Alcuni già si saranno fermati a inizio articolo, pensando che tutto questo sia una fesseria, quindi se ne sono già andati probabilmente; altri ancora staranno invece pensando qualcosa del tipo “ecco, questi giovani d’oggi che non sanno più inventarsi per drogarsi!” o altre banalità da bigotti simili. In risposta a questi ultimi posso rispondere che i toni binaurali non immettono nel corpo sostanze che danneggiano l’organismo, ma semplicemente stimolano il cervello a produrre in quantità maggiore alcune sostanze che già produrrebbe naturalmente, quindi nulla è dannoso; in più non è possibile vedere in giro tossicodipendenti di toni binaurali per il semplice motivo che 1 perché facciano effetto bisogna che tutte le condizioni che ho enunciato prima siano verificate (rilassatezza, da sdraiato, occhi chiusi, eccetera); 2 il picco dell’effetto si ha durante l’ascolto, quindi nel momento in cui l’ascolto si interrompe, la potenza dell’effetto svanisce nel giro di qualche minuto; 3 non è una droga perché non provoca né dipendenza né assuefazione; 4 è una scienza nuova, quindi è ancora incerta e imprecisa.



Per quanto riguarda la reperibilità, su youtube si trovano toni binaurali gratis di ogni sorta, che però di rado provocano un effetto evidente, perché quando si carica un video su youtube, la qualità audio peggiora, dal momento che viene eseguita una conversione durante l’upload. Perciò se siete interessati alla sperimentazione in questo ambito, (o semplicemente se siete curiosi e avete voglia di dare un'occhiata in giro) trovate qui sotto il link del sito migliore per quanto riguarda i toni binaurali, dove però niente è gratis, quindi bisogna pagare (si parla di una cosa come 3-4 euro a sostanza, che una volta acquistata si può ascoltare quante volte si vuole, quindi sono prezzi accettabili). Per utilizzare i toni binaurali di questo sito bisogna prima scaricare il software adeguato, e poi le "dosi" separatamente (di cui avete una scelta vastissima: si parla di migliaia di esperienze simulabili, e ne vengono continuamente rilasciate di nuove molto di frequente):

http://idosersoftware.com/

                                                   - Niccolò

mercoledì 3 maggio 2017

Fuochi fatui: miti e leggende


I fuochi fatui sono fiammelle di colore variabile (dal blu, al verde, al giallo, al rosso) che appaiono di notte in luoghi specifici, come cimiteri, paludi o stagni. Hanno molti nomi diversi perché esistono numerose leggende su di essi, derivanti da culture diverse. Ultimamente è diffusa un’ipotesi sulla loro origine, ovvero che si tratti di fiammelle derivate dalla combustione del metano e della fosfina dovuta alla decomposizione di resti organici. I testimoni di questo fenomeno, però, affermano che i fuochi fatui siano freddi, perciò l’ipotesi precedente è da scartare, perché, senza manifestazione di calore,  è improbabile che si tratti di una vera e propria combustione. Le leggende sui fuochi fatui sono numerosissime e in questo articolo riporterò le principali.

CULTURA ANGLOSASSONE

Nella cultura anglosassone, il nome di queste fiammelle è Will o’ the Wisp e deriva dalla storia di un personaggio di nome Will. Will era un fabbro, che era stato malvagio in vita e, quando arrivò alla fine dei suoi giorni, ricevette una possibilità di redenzione da San Pietro. Essendo l’uomo incapace di porre rimedio ai propri errori, come punizione per le sue ripetute malefatte, venne condannato a vagare per sempre sulla Terra, con un pezzo di carbone luminoso per scaldarsi e cercare la strada per la redenzione. Will, però, usò il carbone non per redimersi, bensì per attirare le persone in fitte foreste o pericolose paludi, conducendole alla morte. Da questa vicenda si può capire che nella cultura anglosassone, i fuochi fatui siano considerati delle entità maligne.

CULTURA IRLANDESE

In Irlanda, il nome dei fuochi fatui è Jack-o’-Lantern, derivante dalla storia di un uomo dipendente dall’alcool (di nome Jack), che riuscì ad ingannare il diavolo per saldare un suo debito in un locale. A causa del suo comportamento, egli venne bandito sia dal paradiso, sia dall’inferno, e fu costretto a vagare per l’eternità sulla terra, dotato solamente di una lanterna. Anche in questa cultura, queste fiammelle sono viste come esseri maligni

FOLKLORE GALLESE

In Galles i fuochi fatui prendono il nome di fuochi fatati. Secondo una storia popolare, questi fuochi venivano trasportati da un folletto, di nome Pwca; la storia narra che un viandante, di sera, sulla strada del ritorno verso casa, vide nella nebbia una debole luce muoversi a poca distanza dal suolo. Nella penombra gli parve di scorgere anche un piccolo uomo ricurvo che sorreggeva la lanterna da cui derivava la luce. L’uomo seguì la luce e l’omino per diversi chilometri, pensando che lo avrebbe condotto a casa , ma, di colpo, si ritrovò sull’orlo di un precipizio, in fondo al quale scorreva impetuoso il torrente in piena. In quel momento, il viandante si rese conto che la luce era sospesa a mezz’aria, al di sopra del torrente, anche se nel buio gli sembrava di vedere ancora il piccolo uomo che sorreggeva la luce guardarlo con uno sguardo maligno, e ridacchiare. Poi, la luce svanì di colpo, e l’uomo si ritrovò solo, a chilometri da casa, nel buio più totale e sull’orlo di un precipizio. Anche in questa cultura, i fuochi fatui sono esseri malvagi che conducono i viventi alla morte.

DANIMARCA, FINLANDIA E SVEZIA

In questi paesi, alle fiammelle colorate, viene dato il nome di Lygtemænd (uomo-lanterna) e si tratta di un piccolo folletto che, nel  periodo autunnale, nasconde grandi tesori in terreni paludosi o sul fondo dei laghi, accendendo una fiamma sopra il nascondiglio, cosicché un fortunato passante possa trovarlo. Al contrario della cultura anglosassone, in questi paesi i fuochi fatui sono visti come creature benevole.

FRANCIA


In Francia, i Feau Boulanger, sono anime perdute appartenute a persone, principalmente bambini, morte senza aver ricevuto il sacramento del battesimo, e che, di conseguenza, sono costrette a vagare senza pace sulla terra. Secondo le leggende ci sono due modi per aiutare le anime di queste persone a trovare la pace:
·        

  • Rivoltare il proprio cappello o mantello, in modo che il fuoco possa perdersi al suo interno.·         
  • Piantare un coltello nel terreno, con la lama rivolta verso l’alto, in modo che l’anima possa suicidarsi e liberarsi dalla maledizione.

ITALIA – TRENTINO

Una volta, in Trentino, esisteva un paesino, di nome Piubago , che venne raso al suolo da un terremoto e da un’inondazione del vicino torrente. Del paese non rimase nulla, tranne la chiesa di San Giacomo e, secondo la leggenda, camminando in quella zona, ancora oggi, è possibile vedere delle luci vagare per la piana. Ci sono due teorie sulla natura di quelle luci:
·         Sono le anime degli abitanti del paese che vagano alla ricerca della chiesa di San Giacomo
·         Sono le anime degli abitanti defunti prima della catastrofe, che hanno interrotto il loro sonno quando il paese è stato distrutto, e che sono alla ricerca delle tombe in cui riposavano


ITALIA – SONDRIO


Questo fenomeno,  localmente viene definito “il caso delle inquietanti fiammelle di Caiolo e di Berbenno”. I viandanti che, dopo il crepuscolo, percorrono una strada di campagna nella piana di Caiolo, vengono inseguiti da fiammelle misteriose che sorgono all’improvviso dal terreno e vagano come anime in pena .Nel folklore locale si continua a pensare al diavolo, alle streghe e a tutte le creature della notte.

Valentina


martedì 2 maggio 2017

Perchè i vampiri di Twilight non sono vampiri






Tutti conosciamo la famosa saga di Twilight, serie di romanzi scritta dalla scrittrice Stephenie Meyer, da cui hanno successivamente tratto una serie di film che si è conclusa nel 2012. Uno dei protagonisti di questa saga, Edward Cullen, viene presentato come vampiro, tuttavia ha ben poche caratteristiche in comune con questa creatura.

La caratteristica più evidente, perciò la prima di cui parlerò, è l’esposizione del vampiro alla luce del sole. Nella serie di Twilight, quando un vampiro si espone alla luce del sole, la pelle inizia a brillare come se fosse ricoperta di diamanti. Essendo questi non-morti delle creature demoniache, non ha senso che la luce del sole si limiti a farli illuminare; infatti nell’ambientazione fantasy, da sempre, la luce (il sole) rappresenta il bene, mentre il vampiro, e tutti i non-morti in generale, sono frutto dell’oscurità, del male. Ecco perché la pelle di questi esseri nati dal male viene ustionata gravemente dalla luce del sole, dalla forza del bene. Per questo stesso motivo, i vampiri vengono danneggiati dai simboli sacri (simboli del bene), come il crocefisso, o dall’acqua benedetta. 


In Twilight, i vampiri possono riflettersi nello specchio e apparire nelle pellicole, altra cosa impossibile per un vampiro e per un motivo ben preciso: il vampiro è un non-morto, il che vuol dire che sulla terra è presente il suo corpo fisico, ma non la sua anima. Essendo presente solo il corpo fisico, è come se la persona non esistesse più nel mondo terrestre, perché risulta essere un semplice contenitore vuoto (un essere vivente è considerato tale se è presente l’unione tra corpo fisico e anima). Per questo motivo gli specchi non possono riflettere l'immagine del vampiro e le fotografie non sono in grado di catturarla (non si può mostrare qualcosa che non esiste).

Durante il giorno i vampiri sono estremamente deboli, perché la luce (il bene) è più potente di loro, perciò necessitano di dormire (in uno stato psico fisico simile alla morte) nella loro bara fino al tramonto, momento in cui l’oscurità prevale e i loro poteri possono manifestarsi alla loro massima potenza. In Twilight viene detto che i vampiri non necessitano di dormire, altra caratteristica assurda; d’altronde escono in pieno giorno senza sentirsi neanche un minimo indeboliti.


Stephenie Meyer stessa ha ammesso di non aver effettuato ricerche sulla mitologia del vampiro prima di scrivere i romanzi, e questo motivo è sufficiente per affermare il fatto che potesse evitare di introdurre creature, di cui lei stessa ha ammesso di non avere sufficiente conoscenza, all’interno della sua storia. L’idea di base può essere interessante, ovvero quella di introdurre una specie biologica sottoposta a un processo evolutivo e che rappresenta il predatore dell’essere umano. Avrebbe potuto limitarsi a questo, creando una nuova creatura fantasy, ma invece ha deciso di apportare modifiche a una già esistente, cosa che sotto molti aspetti è stato un grosso errore. La Meyer non ha tenuto conto del lato spirituale, fondamentale quando si tratta creature fantasy, specialmente non-morti, e ha presentato esseri definiti come "vampiri", ma che di queste creature hanno ben poco, forse per fare successo su un'idea di dark possibilmente derivante dalla figura del "vampiro" stesso.



Valentina

lunedì 1 maggio 2017

L'arte della divinazione (parte 1): metodi antichi






Divinazione. Chiunque avrà sentito parlare almeno una volta nella vita di previsione del futuro, ma di cosa si tratta nello specifico? Sentendo parlare di divinazione molti potrebbero pensare alla vecchia strega che compie strani sortilegi e malefici nella sua capanna, ma il prevedere il futuro è una vera e propria arte che esiste fin dall’alba dei tempi e che va molto al di là di bizzarri stereotipi comuni nella cultura di massa. Senza considerare il fatto che migliaia di persone guardino l’oroscopo alla TV o lo leggano su delle riviste, oroscopo banale e pieno di sciocchezze non fondato su studi astrologici, e poi magari ridono dietro a una zingara che legge la mano o le carte; ma si sa: l’uomo ama crogiolarsi nella propria superficialità. Ma non mi dilungherò troppo su questo concetto.




Una delle forme più antiche di divinazione della storia si chiamava aeromanzia, e si trattava semplicemente della previsione del futuro a seconda del tempo atmosferico, dell’osservazione dei cieli e delle nuvole; in pratica quello che oggi la meterologia sa fare in modo scientifico con una strumentazione estremamente sofisticata veniva fatto ad esempio dalle civiltà etrusche circa tremila anni fa; ovviamente all’epoca non vi erano strumenti elaborati come quelli di cui disponiamo oggi, tuttavia la sostanza era molto simile. La verità è che la natura contiene un’infinità di indizi e suggerimenti che ci permetterebbero di “prevedere” degli accadimenti futuri, e più un uomo è a contatto con la natura e più sa cogliere e interpretare questi indizi, basti solo semplicemente pensare anche al contadino di oggi che conosce quasi istintivamente i segnali della natura e si comporta di conseguenza con il suo raccolto. 




Un’altra tecnica di divinazione molto utilizzata nell’antichità era la piromanzia, ossia la lettura del futuro per mezzo del fuoco. Questo, infatti, è sempre stato una fonte di ispirazione per profeti e maghi per le vibrazioni che emette e lo stato d’animo che infonde. Un tempo il fuoco era infatti visto come una divinità presso cui leggere il futuro. Con il passare dei secoli questa arte andò affinandosi fino a che non si crearono dei veri e propri rituali. Un metodo, ad esempio, consisteva nel leggere le immagini tra le fiamme; il legno ovviamente doveva avere una stagionatura giusta, perché si credeva che l’umidità del legno bloccasse la via al cuore dello stesso; in più il fuoco doveva avere un aspetto vivo e rigoglioso.


Inerentemente a questo ambito vi solo altre forme di divinazione, come la capnomanzia o la spodomanzia, che prevedevano l’utilizzo del fumo. L’incenso, ad esempio, è utilizzato da moltissime religioni come metodo di purificazione dalle forze del male. In questo caso la capnomanzia si svolgeva generalmente con un fuoco sacrificale, su cui venivano fatti bruciare oggetti, per vedere in che modo essi si modificassero o come si sviluppasse il fumo (se questo saliva dritto, allora il presagio era favorevole). La spodomanzia, invece, consisteva nello studio delle forme delle ceneri rimaste dopo un sacrificio agli dei.




Anche altri elementi naturali come l’acqua e la terra sono stati spesso utilizzati come fonte spirituale per la divinazione. L’idromanzia (utilizzo dell’acqua), infatti, era molto utilizzata ad esempio tra i Babilonesi, i quali erano soliti predire il futuro a seconda dell’aspetto dei fiumi; gli antichi egizi utilizzavano il Nilo a questo proposito; oppure i greci si affidavano a laghetti o sorgenti, in cui buttavano sassolini di diverse dimensioni e, a seconda del numero delle onde che si formavano nell’acqua, decidevano se il futuro sarebbe stato favorevole (numero dispari di anelli) o sfavorevole (numero pari).

O ancora esisteva la geomanzia, cioè l’interpretazione delle forme ottenute lanciando una manciata di terra, sabbia o polvere.




 In genere gli scettici sono così banali, prevedibili  e poco intuitivi che è possibile intuire facilmente quali contro argomentazioni potrebbero portare per testimoniare il fatto che tutte queste pratiche divinatorie non fossero valide e non lo siano ancora oggi; qualcuno infatti potrebbe enunciare la pareidolia, ossia la capacità psicologica intrinseca di ogni essere umano di vedere volti e forme dove non ci sono (ad esempio nelle montagne); tuttavia non perderò del tempo enunciando il fatto che senza la psicologia, considerata un secolo fa (e da alcuni ancora oggi) pseudoscienza, non ci sarebbe una spiegazione a questo fenomeno; inoltre la presenza di un significato scientifico dietro a un avvenimento non preclude a priori la possibilità della coesistenza di una componente spirituale.




Da un punto di vista spirituale moltissime civiltà antiche erano molto più avanti di noi, vivendo in stretto contatto con la natura; noi esseri umani, invece, oggi, ci siamo allontanati dalla spiritualità rifugiandoci in un amore incondizionato per un superficiale pragmatismo sfrenato a cui la nostra società moderna, la stessa società che si serve di noi uomini come macchine da produzione, ci educa. Forse se guardassimo alla spiritualità (e con spiritualità non intendo la religione, sia chiaro) con una mentalità più aperta e introspettiva capiremmo che abbiamo molto da apprendere in questo campo da popolazioni che sono vissute anche migliaia di anni prima di noi. Forse dovremmo impegnarci ad essere più ricettivi in ambito spirituale, e ciò non vuol dire che dobbiamo credere a qualsiasi sciocchezza ci venga propinata, ma che dobbiamo ricollegarci con il nostro io più interiore, perché ogni uomo nella propria coscienza più profonda ha da sempre un legame con un qualcosa di superiore che aspira a raggiungere. Noi esseri umani disponiamo di un potere mentale fortissimo che è l’intuizione, quindi è positivo per noi e anche per il mondo che ci circonda imparare a usufruirne al massimo delle nostre capacità.


                                                                             - Niccolò

sabato 29 aprile 2017

Breve storia del vampiro


Tutti conoscono queste famose e affascinanti creature non morte, ma pochi conoscono la loro origine e la loro vera immagine. Il vampiro più conosciuto è il Conte Dracula, protagonista del romanzo di Bram Stoker, ma, al contrario di quanto si pensi, non è questa la prima opera scritta dedicata al vampiro, bensì il racconto breve “Il vampiro” di John Polidori. Il racconto di Polidori è stato il primo ad introdurre la figura del vampiro che conosciamo oggi, ma già negli anni precedenti esistevano leggende su questa creatura.

CREDENZE EUROPEE

La maggior parte dei miti riguardanti questa misteriosa creatura nasce nel medioevo, periodo in cui cominciarono a circolare i cosiddetti rimedi anti-vampiro.Una delle prime testimonianze di attività di vampiri si ha nel 1672: in Croazia, un ex bracciante morì, ma i paesani del posto dichiararono che fosse tornato dal mondo dei morti, che avesse iniziato a bere sangue umano e che importunasse sessualmente le donne del villaggio. Il capo del villaggio ordinò che gli si piantasse un paletto nel cuore, ma, quando questo metodo non sembrò bastare, il corpo venne decapitato. L’Isteria di massa che infuriò in Europa nel XVII secolo, durò più di un secolo e molte epidemie vennero associate ad attacchi di vampiri; di conseguenza, numerose tombe vennero profanate per decapitare i corpi dei presunti non-morti. Il panico si dissolse quando l’imperatrice Maria Teresa d’Austria mandò il suo medico di fiducia a indagare su eventuali attività vampiresche; il medico concluse che i vampiri non esistevano e l'Imperatrice approvò una legge che proibiva l'apertura e la profanazione delle tombe e dei cadaveri. La figura del vampiro sopravvisse comunque nelle superstizioni locali. 

“IL VAMPIRO” DI POLIDORI

Si tratta di un racconto breve pubblicato nel 1819 che ebbe molto successo in Europa. Nel racconto, il vampiro si presenta come un aristocratico dotato di grande fascino, uno sguardo magnetico a cui nessuna donna può resistere e come grande conversatore. Il fatto di succhiare sangue, non è l’elemento principale del racconto: l’argomento principale è il sesso. Il vampiro è elegante, ben vestito e un maestro nell’arte della seduzione. Un elemento significativo è che il vampiro di Polidori è capace di vincere mentre nel romanzo di Stoker, pubblicato quasi un secolo dopo, il vampiro è sconfitto dalla forza della scienza e dal razionalismo.

“DRACULA” DI STOKER

Dracula è un romanzo scritto dall'irlandese Bram Stoker nel 1897, ispirato alla figura di Vlad III, principe di Valacchia. Nel romanzo, la trasformazione del conte da essere umano a vampiro, non viene mai menzionata, perciò resta avvolta nel mistero. In romanzi e film successivi, dedicati al personaggio, le origini di Dracula vengono rivelate, ma si hanno due versioni diverse:

  • ·         Il conte rinnegò Dio in seguito alla morte della moglie, e perciò venne punito
  • ·         Dracula strinse un patto col diavolo per ottenere la vita eterna; per mantenere quella vita, egli doveva nutrirsi di sangue umano

Nel romanzo si delineano alcuni degli elementi fondamentali che caratterizzano la figura del vampiro moderno. Uno di questi elementi è la necessità di dormire nella propria tomba, di fatti, nel romanzo, Dracula porta con sé delle casse piene di terra, in cui dovrà dormire. I poteri del conte sono ridotti di giorno, ma può comunque stare all’aperto (il vampiro moderno viene danneggiato dalla luce del sole, ma è un elemento che verrà introdotto successivamente). Nel romanzo si legge che per uccidere una di queste creature è necessario infilzare il cuore del non-morto con un paletto d’argento e poi decapitarlo, entrambi elementi che caratterizzano anche il vampiro moderno. Infine, l’ultimo elemento in comune con la figura moderna del vampiro, è la sua capacità di cambiare aspetto: all’inizio dell’opera, Dracula si presenta come un vecchio conte, mentre, nel corso della storia, egli si presenterà come un uomo giovane e attraente.

Ogni fan dei vampiri, a mio parere, dovrebbe leggere questo romanzo, nonché il racconto di Polidori, entrambi pietre miliari per la figura di questa creatura.

IL VAMPIRO MODERNO

In seguito al romanzo di Bram Stoker, vennero scritti numerosi altri romanzi e girati molteplici film su questa creatura, e la figura del vampiro si è evoluto. La versione moderna di questa creatura si presenta come un personaggio affascinante, con la pelle candida come la neve e le labbra rosso vivo. Al contatto, egli risulta essere freddo, a causa della mancanza di sangue in circolo, ed è in grado di nascondere le proprie imperfezioni per risultare più affascinante. Essendo una creatura demoniaca, il vampiro viene danneggiato dalla luce del sole, perciò, di giorno, dorme nella sua bara e si risveglia subito dopo il tramonto; se si espone alla luce del sole, la pelle della creatura inizia a bruciare (elemento forse ispirato alla malattia porfiria), lasciando profonde cicatrici. Come non-morto, necessita di nutrirsi di sangue umano per mantenere la sua non-vita e presenta una forza sovrumana. Il vampiro è allergico all'aglio, alla rosa canina (utili per tenerlo lontano), all'argento e al legno di frassino (per ucciderne uno è necessario trafiggerne il cuore con un paletto di uno di questi due materiali). Essendo una creatura del male, egli è respinto da simboli sacri e l'acqua santa, a contatto con la sua pelle, ha lo stesso effetto dell'acido. Come creatura demoniaca, si presenta come un corpo privo di anima, per questo è come se non esistesse nel mondo terreno e non può essere riflesso negli specchi o catturato in fotografie e pellicole. Infine, il vampiro non può entrare in una casa liberamente, ma deve essere invitato a farlo; questo perché la casa di una persona è piena di energia, derivante dai suoi abitanti, che funge da protezione contro energie maligne (in questo caso il vampiro). Se il proprietario di una casa, invita una di queste creature a entrare, è come se abbassasse la barriera protettiva, che quindi non può svolgere il proprio ruolo protettivo.    

Trovo queste creature molto affascinanti, ma mi pongo sempre una domanda: diventare un vampiro è una cosa positiva o una maledizione?

Valentina

venerdì 28 aprile 2017

La magia della luna


Il  satellite del nostro pianeta è molto importante per le arti magiche. La sua influenza sulla Terra è enorme: influenza le maree, i raccolti e determinate funzioni fisiologiche. Essa è associata alla femminilità, ma anche ad altri valori, come la spiritualità, i sogni, la protezione e la guarigione. La durata complessiva del ciclo lunare è di circa 29 giorni e attraversa quattro fasi, e ogni fase ha proprietà diverse:

LUNA NUOVA

Si tratta dello stadio in cui la luna non è visibile dalla terra e, secondo gli antichi, in questa fase, essa moriva per rinascere dopo tre giorni con un nuovo ciclo. La luna nuova è molto potente e si deve porre attenzione, nel caso in cui si voglia sfruttare questa potenza per rituali magici, alle operazioni che si compiono, avendo ben chiare le proprie intenzioni. È la fase perfetta per concludere progetti, ma è anche la fase della rinascita, adatta, quindi, all’introduzione di novità.

LUNA CRESCENTE

 È la fase di passaggio tra novilunio e plenilunio ed è un periodo legato alla crescita e alle novità. E’ perfetta per stringere legami e patti, iniziare progetti e attività, e tutto ciò che riguarda l’accrescimento. Per quanto riguarda le arti magiche, è il periodo adatto per riti e incantesimi di attrazione, creazione, ispirazione e produzione.




LUNA PIENA

La notte di luna piena è la più magica  e l’energia che ne deriva può essere usata per diversi scopi, come amore, conoscenza, protezione, prosperità e divinazione. Questa fase è la più adatta per intraprendere studi, confermare desideri e propositi, cogliere i frutti di lavori e progetti. Alla luna piena è dedicata una festività neopagana detta Esbat.

LUNA CALANTE




La luna calante è legata alla dissoluzione ed è la più adatta per porre fine ad abitudini o relazioni, e per quanto riguarda i rituali si presta per lo svolgimento di incantesimi per rimuovere, scacciare o liberare.






Valentina