lunedì 8 maggio 2017

Animale guida


L’animale guida è un’entità strettamente personale che ci accompagna per tutta la vita o soltanto per un periodo limitato, che può durare anni o  qualche mese, a seconda di quello che dobbiamo apprendere e del tempo che impieghiamo per comprendere i suoi insegnamenti.  Prima di spiegare cosa sia l’animale guida, bisogna fare la distinzione con altri due tipi di entità: il famiglio e l’animale totem.

FAMIGLIO

Il famiglio è un animale in carne e ossa che, per tradizione, affianca la strega e la aiuta a svolgere i propri lavori magici. E’ quell’animale che si lega in modo particolare a una persona, assume atteggiamenti altrettanto particolari e ha un rapporto speciale con il proprio padrone.  A volte può sembrare che il famiglio capisca perfettamente lo stato d’animo e i pensieri del proprio compagno.



ANIMALE TOTEM

Il totem è un’entità naturale o soprannaturale che ha un significato simbolico particolare per una singola persona, un clan o una tribù, e al quale ci si sente legati per tutta la vita. E’ un animale che rappresenta le caratteristiche della persona o del gruppo a cui è associato, non è visto come entità astrale, ma come un simbolo. I poteri attribuiti a questo animale sono di ispirazione per il comportamento, i valori e  gli obbiettivi di crescita del gruppo o del singolo. Il totem  può essere liberamente scelto, come simbolo che ci rappresenti o che rappresenti qualità che vogliamo imitare o con cui sentiamo affinità.

ANIMALE GUIDA

Si tratta di uno spirito archetipo, cioè che riunisce in se stesso il potere e le caratteristiche di tutti gli individui della sua stessa specie, e può assumere diverse forme, anche umana e minerale.  Ogni animale guida è diverso dall’altro: anche nel caso in cui due o più persone condividano la stessa guida, non sarà identica, ma si presenterà a ognuno di loro con le caratteristiche più adatte a favorire la loro crescita personale. Il contatto con il proprio Animale è un rapporto di interscambio, in cui lui ci  insegna quei modi di comportarsi o quelle caratteristiche in cui noi siamo carenti, mentre noi gli forniamo energia con delle offerte, attraverso la danza o prestandogli semplicemente attenzione. Secondo la tradizione indiana, ogni persona ha nove spiriti animali: uno per il potere di ciascuna direzione (Nord, Est, Sud ed Ovest), uno per la della Terra, uno per il Cielo, uno per il Centro, ed infine due che ci accompagnano per tutta la vita, uno che cammina alla nostra destra, ed uno alla nostra sinistra.

TROVARE IL PROPRIO ANIMALE GUIDA

Condizione necessaria per incontrare il proprio animale guida è la disposizione adatta, cioè il rispetto e la disponibilità ad accettare l'aiuto che verrà offerto. Ci sono due metodi per trovare la propria guida: uno tramite una tecnica oracolare e uno tramite la meditazione. Il metodo oracolare prevede di scrivere su dei foglietti tutti gli animali guida, piegarli e mischiarli. Dopodiché si pescano nove foglietti e quelli saranno i vostri animali guida. Il metodo tramite meditazione richiede più tempo e bisogna ricordare di essere cortesi quando si ha a che fare con queste entità: se vedete un animale che si mostra aggressivo con voi o vi mostra i denti, terminate la meditazione e state tranquilli, non vi sarà fatto del male. Prima di iniziare, ponetevi le domande seguenti e rifletteteci, in modo da farvi un’idea di quale possa essere il vostro animale guida:

1.      Quale animale vi ha sempre affascinato?
2.      Immaginate di recarvi allo zoo, quale animale vorreste vedere subito?
3.      Quale animale incontrate maggiormente?
4.      Avete avuto incontri selvatici?
5.      Tra tutti gli animali quale vi interessa maggiormente?
6.      Avete sognato degli animali?
7.      Quale animale vi spaventa di più?
8.      Siete mai stati morsi o attaccati?

Dopodiché si può passare alla meditazione:

Mettetevi comodi su una sedia a schienale diritto o sdraiati. Chiudete gli occhi e dedicatevi all’esercizio di rilassamento,  finché il vostro corpo e la vostra mente non saranno riposati e in pace. A questo punto visualizzate davanti a voi una grotta o un’ apertura simile nella terra, che può essere anche il tronco cavo di un albero, una buca, un pozzo. Date a questa immagine il tempo di diventare ben nitida e stabile nella vostra mente, quindi procedete verso di essa e alla fine entratevi dentro. Non tentate di vedervi dall’ esterno, come se steste osservando il personaggio di un film, ma al contrario cercate di essere davvero intenti a camminare e a sentire l’ambiente circostante. Una volta dentro la grotta, vi verrà incontro una guida, che può assumere una tra molte forme. Maschile o femminile che sia, potrà essere percepita semplicemente come una luce splendente, mobile, o sotto le spoglie di un vecchio con la barba grigia o persino di un animale. Se la guida assume la forma animale, potete stare certi che non si tratta del vostro animale guida, ma di un compagno che vi condurrà nel reame interiore. Nelle profondità della grotta o dell’apertura, c’è una galleria che giunge nelle viscere della terra. La guida allora vi accompagnerà dentro la galleria. Percorrendola, può darsi che abbiate una sensazione di rapida accelerazione. Non allontanatevi: è perfettamente naturale e normale. Alla fine uscirete con la vostra guida in un paesaggio interiore. A questo punto concedetevi il tempo di acclimatarvi e guardarvi attorno. Di che genere di paesaggio si tratta? Ci sono alberi, montagne, fiumi, laghi? Che ora del giorno è? Fa freddo o caldo? Spira vento o l’aria è immobile?

Quando vi sentirete a vostro agio, sarà il momento di procedere all’esplorazione La guida attenderà il vostro ritorno. Il vostro scopo consiste nel cercare un animale (o più di uno) in questo paesaggio. Prendete nota di tutti quelli che vedete, e non sottovalutateli se sono minuscoli e sembrano insignificanti. Una volta visto un animale che sembri avere un’affinità con voi, siate pronti ad accogliere qualsiasi insegnamento voglia darvi. Quando sentite che l’esperienza è conclusa, prendete semplicemente congedo dal vostro animale e uscite dalla galleria con la vostra guida. Al momento di dare l’addio alla vostra guida all’imboccatura della grotta, createvi l’immagine della vostra stanza e gentilmente unitevi al vostro corpo: respirate a fondo ancora per un po’, muovete braccia e gambe,infine aprite gli occhi.

venerdì 5 maggio 2017

Toni binaurali






In molti fanno uso di sostanze stupefacenti, da droghe quotidiane come il caffè o il tabacco, a sostanze illegali come l’hashish o addirittura la cocaina. Tutti noi sappiamo che tutto, assunto in grandi quantità dall’organismo, diventa dannoso, anche i comuni alimenti con cui ci nutriamo ogni giorno. Ma se vi dicessi che è possibile simulare l’esperienza derivante dall’assunzione delle sostanze più disparate in modo del tutto sicuro e legale? Probabilmente mi prendereste per matto; e invece è proprio così.



Alcuni di voi avranno già sentito parlare dei toni binaurali in altri contesti, magari relativamente alla sindrome di Lavandonia tratta dalla serie di videogiochi di Pokemon, altri magari ne fanno già uso per la meditazione, ma in pochi sanno effettivamente che cosa siano e come agiscano. I toni binaurali sono dei particolari suoni (nello specifico dei battimenti) che quando vengono riprodotti con una frequenza diversa tra l’orecchio destro e quello sinistro, vengono percepiti dal cervello, producendo di conseguenza dei determinati effetti sulla psiche. I suoni devono essere necessariamente di una frequenza inferiore ai 1500 Hz, e la frequenza risultante dalla differenza delle frequenze dei suoni riprodotti nell’orecchio destro e in quello sinistro non deve superare i 30 Hz. Il cervello assimila questa frequenza risultante, emettendola a sua volta dal Ponte di Varolio (una parte anatomica dell’encefalo), e riproducendo così un effetto.



E’ possibile, quindi, ascoltare questi particolari suoni per simulare l’effetto di svariate sostanze sulla nostra mente (e sul nostro fisico di conseguenza), oppure semplicemente per rilassarsi o fare della meditazione, o magari per aiutarvi a dormire se soffrite di insonnia, in tutta sicurezza, dal momento che il nostro cervello è abituato a “sintonizzarsi” continuamente su frequenze diverse; in più l’effetto è solo temporaneo e svanisce in fretta.



Perché questi suoni sortiscano un certo effetto, bisogna stare molto attenti al come bisogna fare per ascoltarli (perché ovviamente non funziona che uno mette le cuffie e automaticamente è come se avesse assunto anfetamine, oppure è automaticamente rilassato, eccetera). Anzitutto bisogna avere delle buone cuffie (o auricolari), meglio se isolano completamente dai suoni esterni; dopodiché bisogna sdraiarsi e per qualche minuto fare come una sorta di meditazione, sgomberando la mente e portandosi a uno stato di rilassatezza mentale e fisica; infine si può partire con l’ascolto, e bisogna chiudere gli occhi rimanendo concentrati per tutta la durata dei suoni. Nel frattempo non bisogna distrarsi, interrompere, o fare altro, altrimenti non succede nulla.



Dopo aver seguito tutti questi passaggi, non è nemmeno detto che faccia effetto la prima volta. Spesso, infatti, il cervello ha bisogno di abituarsi alla percezione di questi suoni, perciò a volte è necessario un po’ di allenamento (cioè ci si deve cimentare nell’ascolto di diversi toni, magari per più giorni di fila, con una certa costanza, in modo tale che il cervello si abitui). In più l’effetto provocato cambia moltissimo da persona a persona. Su di me, ad esempio, fanno effetto alcuni toni binaurali, mentre altri no; e per altri individui magari avviene il contrario. Morale, non demoralizzatevi e non andate in giro ad urlare la vostra indignazione se per caso, provando alcuni toni, vi accorgete che non fanno effetto su di voi. Io posso assicurarvi che fanno effetto, quindi se non percepite nulla, allora o avete sbagliato qualcosa, oppure semplicemente vi serve un po’ di allenamento.



Alcuni già si saranno fermati a inizio articolo, pensando che tutto questo sia una fesseria, quindi se ne sono già andati probabilmente; altri ancora staranno invece pensando qualcosa del tipo “ecco, questi giovani d’oggi che non sanno più inventarsi per drogarsi!” o altre banalità da bigotti simili. In risposta a questi ultimi posso rispondere che i toni binaurali non immettono nel corpo sostanze che danneggiano l’organismo, ma semplicemente stimolano il cervello a produrre in quantità maggiore alcune sostanze che già produrrebbe naturalmente, quindi nulla è dannoso; in più non è possibile vedere in giro tossicodipendenti di toni binaurali per il semplice motivo che 1 perché facciano effetto bisogna che tutte le condizioni che ho enunciato prima siano verificate (rilassatezza, da sdraiato, occhi chiusi, eccetera); 2 il picco dell’effetto si ha durante l’ascolto, quindi nel momento in cui l’ascolto si interrompe, la potenza dell’effetto svanisce nel giro di qualche minuto; 3 non è una droga perché non provoca né dipendenza né assuefazione; 4 è una scienza nuova, quindi è ancora incerta e imprecisa.



Per quanto riguarda la reperibilità, su youtube si trovano toni binaurali gratis di ogni sorta, che però di rado provocano un effetto evidente, perché quando si carica un video su youtube, la qualità audio peggiora, dal momento che viene eseguita una conversione durante l’upload. Perciò se siete interessati alla sperimentazione in questo ambito, (o semplicemente se siete curiosi e avete voglia di dare un'occhiata in giro) trovate qui sotto il link del sito migliore per quanto riguarda i toni binaurali, dove però niente è gratis, quindi bisogna pagare (si parla di una cosa come 3-4 euro a sostanza, che una volta acquistata si può ascoltare quante volte si vuole, quindi sono prezzi accettabili). Per utilizzare i toni binaurali di questo sito bisogna prima scaricare il software adeguato, e poi le "dosi" separatamente (di cui avete una scelta vastissima: si parla di migliaia di esperienze simulabili, e ne vengono continuamente rilasciate di nuove molto di frequente):

http://idosersoftware.com/

                                                   - Niccolò

mercoledì 3 maggio 2017

Fuochi fatui: miti e leggende


I fuochi fatui sono fiammelle di colore variabile (dal blu, al verde, al giallo, al rosso) che appaiono di notte in luoghi specifici, come cimiteri, paludi o stagni. Hanno molti nomi diversi perché esistono numerose leggende su di essi, derivanti da culture diverse. Ultimamente è diffusa un’ipotesi sulla loro origine, ovvero che si tratti di fiammelle derivate dalla combustione del metano e della fosfina dovuta alla decomposizione di resti organici. I testimoni di questo fenomeno, però, affermano che i fuochi fatui siano freddi, perciò l’ipotesi precedente è da scartare, perché, senza manifestazione di calore,  è improbabile che si tratti di una vera e propria combustione. Le leggende sui fuochi fatui sono numerosissime e in questo articolo riporterò le principali.

CULTURA ANGLOSASSONE

Nella cultura anglosassone, il nome di queste fiammelle è Will o’ the Wisp e deriva dalla storia di un personaggio di nome Will. Will era un fabbro, che era stato malvagio in vita e, quando arrivò alla fine dei suoi giorni, ricevette una possibilità di redenzione da San Pietro. Essendo l’uomo incapace di porre rimedio ai propri errori, come punizione per le sue ripetute malefatte, venne condannato a vagare per sempre sulla Terra, con un pezzo di carbone luminoso per scaldarsi e cercare la strada per la redenzione. Will, però, usò il carbone non per redimersi, bensì per attirare le persone in fitte foreste o pericolose paludi, conducendole alla morte. Da questa vicenda si può capire che nella cultura anglosassone, i fuochi fatui siano considerati delle entità maligne.

CULTURA IRLANDESE

In Irlanda, il nome dei fuochi fatui è Jack-o’-Lantern, derivante dalla storia di un uomo dipendente dall’alcool (di nome Jack), che riuscì ad ingannare il diavolo per saldare un suo debito in un locale. A causa del suo comportamento, egli venne bandito sia dal paradiso, sia dall’inferno, e fu costretto a vagare per l’eternità sulla terra, dotato solamente di una lanterna. Anche in questa cultura, queste fiammelle sono viste come esseri maligni

FOLKLORE GALLESE

In Galles i fuochi fatui prendono il nome di fuochi fatati. Secondo una storia popolare, questi fuochi venivano trasportati da un folletto, di nome Pwca; la storia narra che un viandante, di sera, sulla strada del ritorno verso casa, vide nella nebbia una debole luce muoversi a poca distanza dal suolo. Nella penombra gli parve di scorgere anche un piccolo uomo ricurvo che sorreggeva la lanterna da cui derivava la luce. L’uomo seguì la luce e l’omino per diversi chilometri, pensando che lo avrebbe condotto a casa , ma, di colpo, si ritrovò sull’orlo di un precipizio, in fondo al quale scorreva impetuoso il torrente in piena. In quel momento, il viandante si rese conto che la luce era sospesa a mezz’aria, al di sopra del torrente, anche se nel buio gli sembrava di vedere ancora il piccolo uomo che sorreggeva la luce guardarlo con uno sguardo maligno, e ridacchiare. Poi, la luce svanì di colpo, e l’uomo si ritrovò solo, a chilometri da casa, nel buio più totale e sull’orlo di un precipizio. Anche in questa cultura, i fuochi fatui sono esseri malvagi che conducono i viventi alla morte.

DANIMARCA, FINLANDIA E SVEZIA

In questi paesi, alle fiammelle colorate, viene dato il nome di Lygtemænd (uomo-lanterna) e si tratta di un piccolo folletto che, nel  periodo autunnale, nasconde grandi tesori in terreni paludosi o sul fondo dei laghi, accendendo una fiamma sopra il nascondiglio, cosicché un fortunato passante possa trovarlo. Al contrario della cultura anglosassone, in questi paesi i fuochi fatui sono visti come creature benevole.

FRANCIA


In Francia, i Feau Boulanger, sono anime perdute appartenute a persone, principalmente bambini, morte senza aver ricevuto il sacramento del battesimo, e che, di conseguenza, sono costrette a vagare senza pace sulla terra. Secondo le leggende ci sono due modi per aiutare le anime di queste persone a trovare la pace:
·        

  • Rivoltare il proprio cappello o mantello, in modo che il fuoco possa perdersi al suo interno.·         
  • Piantare un coltello nel terreno, con la lama rivolta verso l’alto, in modo che l’anima possa suicidarsi e liberarsi dalla maledizione.

ITALIA – TRENTINO

Una volta, in Trentino, esisteva un paesino, di nome Piubago , che venne raso al suolo da un terremoto e da un’inondazione del vicino torrente. Del paese non rimase nulla, tranne la chiesa di San Giacomo e, secondo la leggenda, camminando in quella zona, ancora oggi, è possibile vedere delle luci vagare per la piana. Ci sono due teorie sulla natura di quelle luci:
·         Sono le anime degli abitanti del paese che vagano alla ricerca della chiesa di San Giacomo
·         Sono le anime degli abitanti defunti prima della catastrofe, che hanno interrotto il loro sonno quando il paese è stato distrutto, e che sono alla ricerca delle tombe in cui riposavano


ITALIA – SONDRIO


Questo fenomeno,  localmente viene definito “il caso delle inquietanti fiammelle di Caiolo e di Berbenno”. I viandanti che, dopo il crepuscolo, percorrono una strada di campagna nella piana di Caiolo, vengono inseguiti da fiammelle misteriose che sorgono all’improvviso dal terreno e vagano come anime in pena .Nel folklore locale si continua a pensare al diavolo, alle streghe e a tutte le creature della notte.

Valentina


martedì 2 maggio 2017

Perchè i vampiri di Twilight non sono vampiri






Tutti conosciamo la famosa saga di Twilight, serie di romanzi scritta dalla scrittrice Stephenie Meyer, da cui hanno successivamente tratto una serie di film che si è conclusa nel 2012. Uno dei protagonisti di questa saga, Edward Cullen, viene presentato come vampiro, tuttavia ha ben poche caratteristiche in comune con questa creatura.

La caratteristica più evidente, perciò la prima di cui parlerò, è l’esposizione del vampiro alla luce del sole. Nella serie di Twilight, quando un vampiro si espone alla luce del sole, la pelle inizia a brillare come se fosse ricoperta di diamanti. Essendo questi non-morti delle creature demoniache, non ha senso che la luce del sole si limiti a farli illuminare; infatti nell’ambientazione fantasy, da sempre, la luce (il sole) rappresenta il bene, mentre il vampiro, e tutti i non-morti in generale, sono frutto dell’oscurità, del male. Ecco perché la pelle di questi esseri nati dal male viene ustionata gravemente dalla luce del sole, dalla forza del bene. Per questo stesso motivo, i vampiri vengono danneggiati dai simboli sacri (simboli del bene), come il crocefisso, o dall’acqua benedetta. 


In Twilight, i vampiri possono riflettersi nello specchio e apparire nelle pellicole, altra cosa impossibile per un vampiro e per un motivo ben preciso: il vampiro è un non-morto, il che vuol dire che sulla terra è presente il suo corpo fisico, ma non la sua anima. Essendo presente solo il corpo fisico, è come se la persona non esistesse più nel mondo terrestre, perché risulta essere un semplice contenitore vuoto (un essere vivente è considerato tale se è presente l’unione tra corpo fisico e anima). Per questo motivo gli specchi non possono riflettere l'immagine del vampiro e le fotografie non sono in grado di catturarla (non si può mostrare qualcosa che non esiste).

Durante il giorno i vampiri sono estremamente deboli, perché la luce (il bene) è più potente di loro, perciò necessitano di dormire (in uno stato psico fisico simile alla morte) nella loro bara fino al tramonto, momento in cui l’oscurità prevale e i loro poteri possono manifestarsi alla loro massima potenza. In Twilight viene detto che i vampiri non necessitano di dormire, altra caratteristica assurda; d’altronde escono in pieno giorno senza sentirsi neanche un minimo indeboliti.


Stephenie Meyer stessa ha ammesso di non aver effettuato ricerche sulla mitologia del vampiro prima di scrivere i romanzi, e questo motivo è sufficiente per affermare il fatto che potesse evitare di introdurre creature, di cui lei stessa ha ammesso di non avere sufficiente conoscenza, all’interno della sua storia. L’idea di base può essere interessante, ovvero quella di introdurre una specie biologica sottoposta a un processo evolutivo e che rappresenta il predatore dell’essere umano. Avrebbe potuto limitarsi a questo, creando una nuova creatura fantasy, ma invece ha deciso di apportare modifiche a una già esistente, cosa che sotto molti aspetti è stato un grosso errore. La Meyer non ha tenuto conto del lato spirituale, fondamentale quando si tratta creature fantasy, specialmente non-morti, e ha presentato esseri definiti come "vampiri", ma che di queste creature hanno ben poco, forse per fare successo su un'idea di dark possibilmente derivante dalla figura del "vampiro" stesso.



Valentina

lunedì 1 maggio 2017

L'arte della divinazione (parte 1): metodi antichi






Divinazione. Chiunque avrà sentito parlare almeno una volta nella vita di previsione del futuro, ma di cosa si tratta nello specifico? Sentendo parlare di divinazione molti potrebbero pensare alla vecchia strega che compie strani sortilegi e malefici nella sua capanna, ma il prevedere il futuro è una vera e propria arte che esiste fin dall’alba dei tempi e che va molto al di là di bizzarri stereotipi comuni nella cultura di massa. Senza considerare il fatto che migliaia di persone guardino l’oroscopo alla TV o lo leggano su delle riviste, oroscopo banale e pieno di sciocchezze non fondato su studi astrologici, e poi magari ridono dietro a una zingara che legge la mano o le carte; ma si sa: l’uomo ama crogiolarsi nella propria superficialità. Ma non mi dilungherò troppo su questo concetto.




Una delle forme più antiche di divinazione della storia si chiamava aeromanzia, e si trattava semplicemente della previsione del futuro a seconda del tempo atmosferico, dell’osservazione dei cieli e delle nuvole; in pratica quello che oggi la meterologia sa fare in modo scientifico con una strumentazione estremamente sofisticata veniva fatto ad esempio dalle civiltà etrusche circa tremila anni fa; ovviamente all’epoca non vi erano strumenti elaborati come quelli di cui disponiamo oggi, tuttavia la sostanza era molto simile. La verità è che la natura contiene un’infinità di indizi e suggerimenti che ci permetterebbero di “prevedere” degli accadimenti futuri, e più un uomo è a contatto con la natura e più sa cogliere e interpretare questi indizi, basti solo semplicemente pensare anche al contadino di oggi che conosce quasi istintivamente i segnali della natura e si comporta di conseguenza con il suo raccolto. 




Un’altra tecnica di divinazione molto utilizzata nell’antichità era la piromanzia, ossia la lettura del futuro per mezzo del fuoco. Questo, infatti, è sempre stato una fonte di ispirazione per profeti e maghi per le vibrazioni che emette e lo stato d’animo che infonde. Un tempo il fuoco era infatti visto come una divinità presso cui leggere il futuro. Con il passare dei secoli questa arte andò affinandosi fino a che non si crearono dei veri e propri rituali. Un metodo, ad esempio, consisteva nel leggere le immagini tra le fiamme; il legno ovviamente doveva avere una stagionatura giusta, perché si credeva che l’umidità del legno bloccasse la via al cuore dello stesso; in più il fuoco doveva avere un aspetto vivo e rigoglioso.


Inerentemente a questo ambito vi solo altre forme di divinazione, come la capnomanzia o la spodomanzia, che prevedevano l’utilizzo del fumo. L’incenso, ad esempio, è utilizzato da moltissime religioni come metodo di purificazione dalle forze del male. In questo caso la capnomanzia si svolgeva generalmente con un fuoco sacrificale, su cui venivano fatti bruciare oggetti, per vedere in che modo essi si modificassero o come si sviluppasse il fumo (se questo saliva dritto, allora il presagio era favorevole). La spodomanzia, invece, consisteva nello studio delle forme delle ceneri rimaste dopo un sacrificio agli dei.




Anche altri elementi naturali come l’acqua e la terra sono stati spesso utilizzati come fonte spirituale per la divinazione. L’idromanzia (utilizzo dell’acqua), infatti, era molto utilizzata ad esempio tra i Babilonesi, i quali erano soliti predire il futuro a seconda dell’aspetto dei fiumi; gli antichi egizi utilizzavano il Nilo a questo proposito; oppure i greci si affidavano a laghetti o sorgenti, in cui buttavano sassolini di diverse dimensioni e, a seconda del numero delle onde che si formavano nell’acqua, decidevano se il futuro sarebbe stato favorevole (numero dispari di anelli) o sfavorevole (numero pari).

O ancora esisteva la geomanzia, cioè l’interpretazione delle forme ottenute lanciando una manciata di terra, sabbia o polvere.




 In genere gli scettici sono così banali, prevedibili  e poco intuitivi che è possibile intuire facilmente quali contro argomentazioni potrebbero portare per testimoniare il fatto che tutte queste pratiche divinatorie non fossero valide e non lo siano ancora oggi; qualcuno infatti potrebbe enunciare la pareidolia, ossia la capacità psicologica intrinseca di ogni essere umano di vedere volti e forme dove non ci sono (ad esempio nelle montagne); tuttavia non perderò del tempo enunciando il fatto che senza la psicologia, considerata un secolo fa (e da alcuni ancora oggi) pseudoscienza, non ci sarebbe una spiegazione a questo fenomeno; inoltre la presenza di un significato scientifico dietro a un avvenimento non preclude a priori la possibilità della coesistenza di una componente spirituale.




Da un punto di vista spirituale moltissime civiltà antiche erano molto più avanti di noi, vivendo in stretto contatto con la natura; noi esseri umani, invece, oggi, ci siamo allontanati dalla spiritualità rifugiandoci in un amore incondizionato per un superficiale pragmatismo sfrenato a cui la nostra società moderna, la stessa società che si serve di noi uomini come macchine da produzione, ci educa. Forse se guardassimo alla spiritualità (e con spiritualità non intendo la religione, sia chiaro) con una mentalità più aperta e introspettiva capiremmo che abbiamo molto da apprendere in questo campo da popolazioni che sono vissute anche migliaia di anni prima di noi. Forse dovremmo impegnarci ad essere più ricettivi in ambito spirituale, e ciò non vuol dire che dobbiamo credere a qualsiasi sciocchezza ci venga propinata, ma che dobbiamo ricollegarci con il nostro io più interiore, perché ogni uomo nella propria coscienza più profonda ha da sempre un legame con un qualcosa di superiore che aspira a raggiungere. Noi esseri umani disponiamo di un potere mentale fortissimo che è l’intuizione, quindi è positivo per noi e anche per il mondo che ci circonda imparare a usufruirne al massimo delle nostre capacità.


                                                                             - Niccolò